IL BANCO DEGLI SCAMPOLI
ASSOCIAZIONE CULTURALE DI ARTE MUSICA SPETTACOLO
news: CENERI gennaio 2026
ASSOCIAZIONE CULTURALE DI ARTE MUSICA SPETTACOLO
Dopo il grande successo e il servizio di RAI Tre, lo spettacolo "CENERI – Voci di un Natale negato" torna sul palco del Russell-Newton.Un progetto nato dalla mente creativa di Samantha Taruffi che mette al centro il coraggio degli studenti nel raccontare le contraddizioni del nostro tempo e il dramma della guerra attraverso gli occhi dei giovani.
"Ceneri" si spoglia degli ornamenti festivi per indagare le zone d'ombra della contemporaneità . Il cuore della rappresentazione è il contrasto tra il calore delle festività e il gelo dei conflitti bellici. Gli studenti del laboratorio, aiutati dagli attori della compagnia, hanno dato voce ai propri coetanei che vivono in zone di guerra, trasformando le classiche "lettere a Babbo Natale" in potenti manifesti politici e umani.
Non si chiedono doni, ma il diritto alla pace e alla dignità . In questo contesto, il nome della compagnia — Il Banco degli Scampoli — assume un significato profondo: recuperare frammenti di esistenze dimenticate per ricucire una narrazione corale che parla di speranza tra le macerie.
"Abbiamo chiesto speranza dove c'erano solo macerie. Abbiamo trasformato le ceneri in voci."
Non solo teatro,quindi, ma un atto di cittadinanza attiva che ha commosso l'opinione pubblica.Â
DA NON PERDERE LE NUOVE REPLICHE
📍 Dove: Auditorium Russell-Newton 📅 Quando: • Lunedì 12 gen: ore 9:00 | 11:00 | 20:00 (Serale)
• Martedì 13 gen: ore 11:00
Vi aspettiamo per trasformare, insieme, le ceneri in voci. ✨
Attraverso una drammaturgia essenziale e tagliente, il recitativo fornisce la struttura portante, dando voce al senso di smarrimento, alla perdita e al silenzio delle vittime. Queste parole si scontrano e si fondono con la danza contemporanea, il cui linguaggio, crudo e viscerale, traduce l'indicibile. Il corpo in scena diventa il campo di battaglia, l'espressione della sofferenza universale e della fragilitĂ umana.
"Ci siamo chiesti cosa significhi celebrare il Natale quando, a pochi chilometri di distanza, intere popolazioni vedono la propria esistenza negata," spiega la regista. "Il nostro intento non è abolire la speranza, ma rifiutare l'indifferenza. La performance è un invito a risvegliare l'empatia attraverso l'arte."
Le immagini e le proiezioni video completano l'esperienza, fungendo da specchio tra la scena e la realtĂ globale, portando la testimonianza dei fronti di guerra e delle crisi umanitarie direttamente sul palcoscenico. L'azione è un percorso che va dalla denuncia all'interrogazione profonda: è possibile ricostruire la pace partendo dalla consapevolezza del dolore?Â